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Limite bianco di Antonella Dilorenzo: la recensione

L’autrice

Antonella Dilorenzo è giornalista pubblicista che nel tempo ha lavorato per il gruppo Blogo e collaborato con La7. I suoi articoli sono stati pubblicati su testate come Wired, corriere.it e Fox Life. Fondatrice e direttrice di Rivista Blam, Dilorenzo ha pubblicato il suo primo libro Cuochi, sorrisi e tv. Racconti e ricette delle telecucina nel 2012 per Editori Internazionali Riuniti. Limite Bianco è il suo primo romanzo, edito nel settembre 2020 per la casa editrice viterbese Scatole Parlanti.

Limite Bianco: la trama

Il protagonista del romanzo è Carl, ragazzo di dodici anni adottato dalla dolce e forte Elisa e il burbero Achille, una coppia romana che decide di prendersi cura di questo ragazzo timido, un po’ schivo, alla ricerca della sua identità. L’infanzia e l’adolescenza di Carl sono segnate profondamente dalla sua pelle nera: vittima di bullismo da parte di alcuni dei suoi compagni di scuola, il giovane protagonista riuscirà a trovare una dimensione nella quale “salvarsi”: la corsa. Spronato dal suo insegnante di educazioni fisica e poi allenatore, Carl riesce a sfuggire da una quotidianità amara, ritrovando se stesso in questa attività che libera la mente e il corpo e gli permette di trovare un posto nel mondo.

Quando qualcosa di grave ti ronza per la testa il resto è fuori controllo. Il male è intimo come il bene, come la gioia, forse più della gioia. Il male ti rosicchia dalle viscere e nemmeno te ne accorgi, ci sei dentro e non sai né come né quando ci sei finito. Ma la rabbia, quella è più cattiva e riposa, riposa nei piedi, nei polpacci in attesa di salire serpentina per le cosce, per le braccia sino ad arrivare al cervello

Ma la vita non procede sempre nella direzione sperata, non è mai facile e lineare come la vorremmo. Il protagonista cresce, diventa un uomo ed è costretto a confrontarsi con una vita -quella dell’atleta- che forse non è quella che avrebbe sempre voluto. Carl è un protagonista continuamente diviso, sempre alla ricerca di un modo per ottenere ciò che vuole senza lasciare indietro ciò che ha.

Lo si ritrova quindi adulto nella seconda parte del romanzo, ma non ancora consapevole, desideroso anzi di una vita radicalmente diversa rispetto a quella -modesta e rigidamente scandita dalla disciplina sportiva- che ha vissuto fino a quel momento. In tutto questo, grande peso ha la sua famiglia adottiva, nella presenza e nell’assenza; Carl sarà costretto infatti a confrontarsi con un pericoloso segreto custodito a lungo dal padre Achille e che passa per il faccendiere Giorgio Pagri, un uomo spietato e pronto a tutto per il profitto.

La recensione

Limite bianco è un romanzo breve nel quale si apprezza moltissimo la capacità dell’autrice di dare corpo alle emozioni potenti e spesso soverchianti che il protagonista Carl sperimenta nel corso della sua giovane vita, un’età che per antonomasia vive sensazioni forti, provate sempre al massimo e che raramente si riesce a mitigare, riequilibrare.

Difficile trovare un centro a dodici anni quando si è vittime di bullismo per motivi che solo in parte si è in grado di capire. Ancora più difficile è farlo quando di anni se ne hanno venti, con un ventaglio infinito di possibilità davanti. La vita del protagonista Carl è difficile, piena di dolore e segnata profondamente dal colore della sua pelle. Il razzismo è parte integrante della sua formazione, della sua crescita come bambino e come adulto: un sottofondo continuo che ha la voce dei suoi compagni di banco prima, di coloro che lo circondano nell’ambiente lavorativo poi. L’anima di Carl è quella di un ragazzo che brucia dalla voglia di fare e sperimentare tutto quello che la vita ha da offrirgli senza porsi limiti, regole, equilibrio.

Carl vuole tutto e tenta di prenderselo come può. Vuole disperatamente essere ricco, di una ricchezza sfacciata che non ha mai avuto la possibilità di vivere; egli dunque plasma la sua vita in funzione di un uomo, Pagri, l’unico in grado di iniziarlo alla vita che il ragazzo ha sempre pensato di volere: soldi, ricchezza, opulenza, donne.

E tutti i personaggi del romanzo ruotano intorno a Pagri, uomo dalle mille possibilità e attraverso il quale è possibile avere ciò che si desidera. Ma a quale prezzo? Più Carl e la madre Elisa si legano a lui, più sprofondano ciascuno nei rispettivi abissi di disperazione.

Limite Bianco è in definitiva un buonissimo esordio nella narrativa da parte di Dilorenzo che, seppur nella durata limitata di un romanzo breve, è in grado di creare non solo una trama che intrattiene chi legge ma soprattutto crea un protagonista, Carl, che con le sue fragilità e il suo coraggio non si dimentica facilmente.

Ale

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