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Le nostre anime di notte

Ho voluto affrontare la lettura de Le nostre anime di notte senza sapere nulla. Di Kent Haruf, della sua Trilogia della pianura, nulla. Come quando si aspetta di vedere un film per tanto tempo, e si evitano a tutti i costi le parole degli altri, il loro filtro particolare sulla realtà. Anche perché l’ultimo libro ad avermi colpita veramente, Dio di Illusioni, l’ho letto quasi un mese fa. Come si dice..blocco del lettore?

A scegliere di non conoscere nulla e gettarmi “ad occhi chiusi” nella lettura, ho fatto bene.

“Sì. Ho accudito Carl fino all’ultimo. Era quello che volevo. Ne avevo bisogno. Un po’ stava bene e un po’ stava male, poi una domenica mattina morì, in chiesa. Quindi sì, mi sono presa cura di lui. Non so cos’altro avrei potuto fare. Anche se non è stato un bene per nessuno dei due, abbiamo passato tutto quel tempo insieme. È stata la nostra vita”.

Le nostre anime di notte, Kent Haruf

Sul ricominciare ad essere felici

Pubblicato postumo nel 2017, Le nostre anime di notte ha come protagonisti Addie e Louis. Ormai avanti con gli anni, i due abitanti della ormai celebre cittadina di Holt, Colorado, si scoprono troppo stanchi della solitudine, e decidono di condividere la notte. Per mano, con lo sguardo verso il soffitto, verso l’altro, verso la finestra, recuperano un senso di intimità che non ha nulla a che fare con il sesso. E così si raccontano vite condotte sempre al margine l’uno dell’altro,

Parlano e si svelano, nel senso letterale del termine. Giorno dopo giorno i veli sottili che hanno ricoperto le esistenze infelici, spesso aride di Addie e Louis cominciano a scivolare lentamente sul pavimento, rivelando le loro anime, di notte.

Ma in molti, dentro e fuori la cittadine di Holt nella quale vivono, non approvano la loro nuova vicinanza. Addie e Louis dovranno quindi lottare per godere della compagnia reciproca, prendersi con la forza il diritto di stare insieme. Ma la loro volontà forte, intensa, basterà per garantirsi questa nuova felicità?

Robert Redford e Jane Fonda protagonisti del film del 2017 tratto dal romanzo di Kent Haruf
La bellezza semplice

Le nostre anime di notte è un libricino che non arriva a duecento pagine e comunque, nella sua brevità, arriva a toccare corde dolorose, nascoste ma in questo periodo storico che stiamo vivendo, particolarmente fragili. Haruf nel suo libro parla di solitudine e lo fa in maniera semplice e diretta, senza artificio. Addie e Louis sono entrambe persone molto reali ed estremamente coraggiose, perché dichiarano con paura ma con forza la loro solitudine; il loro non avere nessuno intorno, il loro essere circondati da una rete sociale che sentono vicina in modo superficiale, leggero. Ed è questo che colpisce di più la lettrice o il lettore: non tanto l’affrontare un argomento pur complicato come questo, ma piuttosto la forza di dire “sì, io ho paura di rimanere solo. E ho bisogno, per vivere una vita degna, di compagnia“.

E tutto questo viene fatto con una prosa scarna, essenziale. All’economia di parole di Kent Haruf ci si deve abituare, piano. Le frasi sono brevi, le parole scelte con cura chirurgica per significare esattamente ciò che vogliono dire; nulla di più, nulla di meno. Ed è impegno e dovere di chi legge capire l’intensità che si nasconde dietro al silenzio.

Kent Haruf (1943-2014) è stato un autore americano divenuto celebre in tarda età con la Trilogia della Pianura; tutti i suoi libri sono pubblicati da NN Editore.

Ale

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