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Il giardino delle delizie

«Ma tu..Lowry, con te tutto dipende da quello che ti passa per la testa. Una cosa spunta dal nulla, come in un sogno, e la vuoi e la ottieni, e poi è finita…gente, posti dove andare o cose da fare. Il mondo arriva fino a dove riesci a vedere o fin dove puoi sentirlo. Potrei finire fuori da quel mondo, spinta oltre il margine o qualcosa del genere. E a quel punto?»

Joyce Crol Oates, Il giardino delle delizie

La prima cosa da dire su Joyce Carol Oates riguarda la sua immaginazione il suo stile, che è riconoscibile all’istante. Mi ha sconvolta la diversità di ciò che riesce a creare e allo stesso tempo la capacità di rimanere se stessa, di farsi trovare tra le pagine da coloro che la leggono. È una scrittrice che spesso gioca con la creatività, che piega la sua capacità di scrittura alle sfide che lei stessa si pone invece di farsi comandare dall’ispirazione del momento. Da questo punto di vista mi ricorda autori come Italo Calvino, o in generale la narrativa combinatoria. Esercizi di stile e di trame, sfide, giochi di penna che si intrecciano e incastrano partendo da un “e se..?”.

Il Giardino delle Delizie –ambientato negli anni 50’- è il primo di quattro romanzi che Oates comprende sotto il nome di Epopea Americana.

La trama

Un percorso massacrante e faticoso nel mito del grandioso sogno americano che conosciamo tutti: una patina, una tenda pesante e bellissima calata per nascondere la realtà dell’ avercela fatta. La protagonista indimenticabile del primo volume è Clara. Nata in una famiglia violenta e confusa con a capo il bracciante Carleton Walpole, Clara prenderà la decisione dolorosa e liberatoria di distaccarsene, per vivere un’esistenza che valga la pena di essere vissuta. E così, lontana dai campi che avevano sempre fatto parte della sua esistenza e che avevano plasmato il suo mondo, la giovane donna si trova, nel corso della sua vita, sempre al seguito di uomini in grado di portarla da un punto all’altro della sua scalata sociale. Perché sì, Clara è un’arrampicatrice sociale, ma sempre ben consapevole di esserlo. Conscia e lucida nelle scelte che mette in campo per assicurarsi la vita che ha sempre voluto. Per assicurare al figlio amato tutto ciò che lei non ha mai avuto, e di cui avrebbe voluto godere da bambina.

Titolo: Il giardino delle delizie

Autrice: Joyce Carol Oates

Casa Editrice: Il Saggiatore

Prezzo: cartaceo 21 euro | ebook 8,99 euro

L’opinione in breve

Non c’è nulla di stereotipato nella disperazione decisa e instancabile con la quale Clara scala la sua personale montagna del sogno americano, con una lucida consapevolezza di ciò che è bene fare per garantirsi il raggiungimento di uno scopo, per garantire al figlio “il meglio”.
Ma a che prezzo?

Non è una domanda che rimane sospesa fra le pagine, ma che anzi viene risolta a colpi di realtà. Il sogno americano distrutto:

“Attraverso gli occhi di una ragazza fragile e bellissima, straziata dai desideri e dai demoni sociali ereditati – che ricorda nella sua tormentata grazia la Pamela di Samuel Richardson –, Oates tesse una storia di abusi e violenze, un ritratto impareggiabilmente realistico di quella impetuosa fiumana americana che travolge e annega i suoi figli, attirandoli ai margini dell’esistenza, senza possibilità di ritorno, nel miraggio di un paradiso terrestre, un giardino delle delizie che si rivela, alla fine, una terra desolata”.

Da Il Saggiatore

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Ale

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