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Bombshell: la recensione

Bombshell doveva uscire nelle sale italiane il 26 marzo 2020, ma l’emergenza covid, come per molte cose, ha sconvolto i piani. Il film è stato distribuito direttamente sulla piattaforma di streaming Prime Video a partire dal 17 aprile. La pellicola ha finalmente visto la luce con un cast incredibile, prime fra tutte Charlize Theron nel ruolo della giornalista Megyn Kelly, Nicole Kidman nel ruolo di Gretchen Carlson e Margot Robbie nel ruolo di Kayla Pospisil.

Il regista è Jay Roach, che per lungo tempo si è dedicato a commedie ridarole ma di qualità -Austin Powers , Ti presento i miei, Mi presenti i tuoi ecc..- ma che ormai da qualche anno ha optato per prodotti politically engaged, e Bombshell non fa eccezione.

Prima di Weinstein c’era Ailes 

Lo scandalo legato alla figura di Harvey Weinstein è scoppiato nel 2018, al seguito del quale è cresciuto l’enorme movimento del #metoo. Non è ora il caso di dilungarsi su questi eventi e su ciò che hanno generato all’interno del’industria cinematografica; è più interessante invece scoprire che prima di Weinstein c’è stato Roger Ailes. Morto nel 2017, Ailes è stato presidente e CEO di Fox News e Fox Television Station praticamente sin dalla sua fondazione. Nel 2016 fu allontanato dall’emittente a seguito delle molteplici accuse di molestie sessuali mosse dalle dipendenti della rete televisiva. La prima è stata Gretchen Carlson, licenziata nel 2016 dalla Fox dopo aver rifiutato ripetutamente le offerte sessuali di Ailes; a fare la differenza è stata la presa di posizione della giornalista Megyn Kelly, che si è fatta avanti accusando a sua volta Ailes di sexual harassment e portando in qualche modo la risonanza mediatica dei fatti ad un altro livello. Il film parte da qui e racconta l’evolversi degli eventi che hanno portato al finale licenziamento di Ailes da Fox News (con una clausola di licenziamento da 40 milioni, un ruolo all’interno di Fox News molto lontano dal potere ma comunque esistente, e un ruolo invece mooolto potente come consulente nella prima campagna elettorale di Donald Trump, giusto per dare qualche dettaglio in più).

Bombshell: la recensione 

Non è facile parlare di un film del genere, perché gli argomenti trattati sono tanti, intrecciati tra di loro e disturbanti in molti casi. Parto dunque col dire cosa non mi è piaciuto: a volte Bombshell scade in tono da commedia che mal si avvicina alla serietà di ciò che sta raccontando. Spesso la carica drammatica di molte scene è smorzata da un’ironia -nella sceneggiatura e nelle inquadrature- che fa da sfondo ai dialoghi e intralcia, spezza, interrompe bruscamente la gravità del racconto. I toni in qualche caso sono documentaristici: le voci fuori campo, il testo al termine della pellicola che spiega e risolve gli eventi successivi a quelli raccontati nel film. In definitiva troppi generi -la commedia, il dramma, l’inchiesta giornalistica, il documentario- che finiscono per coinvolgere poco.

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Il livello altissimo delle interpretazioni, on the other hand, è incredibile. Charlize Theron, Nicole Kidman e Margot Robbie sono tre attrici capaci di rendere credibili le donne che portano sullo schermo; proviamo insieme a loro tutto il disagio, la paura, la vergogna, la disperazione. Nota particolare la “scena dell’ascensore“, di cui non si può capire l’importanza finché non la si vede.

Mix -involontario- di genere a parte, il film riesce a portare bene sullo schermo un elemento fondamentale: le dinamiche di potere. La tela fittissima di un ragno enorme, ingombrante, impossibile da ignorare. Bombshell è capace di rendere visibile la forza inevitabile di un Roger Ailes in grado di muovere appena le sue zampe sulla tela e determinare la vittoria o la sconfitta, il podio o il baratro di qualsiasi donna entri a far parte di un network che egli percepisce come il suo. Ed è altrettanto efficace nel dimostrare la precarietà di un’idea di questo tipo, in un mondo nel quale –per fortuna- le donne hanno cominciato a pretendere di essere ascoltate.

Bombshell quindi è da vedere? Assolutamente sì.

Bonus track

Di seguito il video (disponibile su youtube) dell’incontro organizzato dalla giornalista Megyn Kelly preceduto dalla visione di Bombshell da parte sua e delle protagoniste del film e delle vicende legate allo scandalo di Fox news. Toccante, intenso, disturbante. Da vedere per avere veramente un’idea di cosa sia stato realmente vivere quegli eventi. E avere la forza, come dice Kelly, di denunciare un uomo che tutte, tutte erano sicure sarebbe riuscito a scampare anche centinaia di accuse di molestie sessuali nell’ambiente di lavoro.

 

Ale

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