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Un passo avanti: femminismi e letture

Se siete arrivate e arrivati a questo articolo, significa che questi argomenti vi interessano. Che siete curiose e curiosi, che questo tema in qualche modo vi affascina, vi attrae, ma forse non sapete bene da dove iniziare. Già, perché questo è uno dei problemi: come mi costruisco una buona base, un terreno solido che mi permetta in quanto persona di maturare una conoscenza sugli studi di genere, di reagire con cognizione di causa quando mi trovo davanti il classico stronzo (o, per usare la felicissima espressione di Giulia Blasi nel suo libro Manuale per ragazze rivoluzionarie, il minchiaritore di turno) che pensa di conoscere tutto. O anche senza necessariamente pensare di dover sostenere una discussione: come orientarsi nella valanga di pubblicazioni, quali classici della letteratura di genere è possibile approcciare all’inizio, o ancora: è giusto leggerli un po’ più tardi? (risposta: sì. Il secondo sesso di Simone di Beauvoir se lo leggi e sei alle prime armi, ti ammazzi a pagina 30).

Senza avere assolutamente la pretesa di conoscere TUTTA la letteratura di genere pubblicata negli ultimi anni, ho pensato però di fare questa cosa: consigliare una direzione, simile negli intenti ma non uguale nella realizzazione a quella che è stata data a me all’università. Qualche anno fa ho seguito le lezioni di Adriana Cavarero all’Università di Verona senza avere inizialmente la minima idea di chi fosse, di quanto fosse importante sulla scena degli studi di genere in Italia e nel mondo, e soprattutto senza avere idea di quanto le sue parole, rivolte alla classe e non certo solamente a me, sarebbero state importanti.

Quindi, bando alle ciance. Ho pensato di strutturare questi consigli sotto forma di liste:

  • 12 consigli letterari per dodici mesi dell’anno 2020: ogni mese una parola chiave, ogni mese un testo diverso e non troppo complesso.
  • More difficult: Letture un po’ più specifiche per chi sente di volerne sapere di più. L’idea è di dedicarvi anche in questo caso un articolo al mese, a partire da Febbraio.
  • Classiche: intendo testi che negli anni si sono imposti come classici nella letteratura di genere, stesso discorso come sopra.

Partiamo:

12 consigli letterari per 12 mesi dell’anno 
Gennaio – Femminista. 

Il libro che ho scelto per questo mese è molto, molto famoso: Dovremmo essere tutti femministi, di Chimamanda Ngozi Adichie (link di affiliazione amazon qui). Oltre ad essere una scrittrice incredibile (L’ibisco Viola e Metà di un sole giallo solo per citare alcuni dei suoi romanzi), Chimamanda è conosciuta per un libro snello ed efficace che ha fatto il giro del mondo (anche grazie a Nostra Signora Beyoncé, che ha inserito parti del lavoro di Adichie nel brano Flawless): We Should All Be Feminists.

Si tratta della versione rivisitata di un discorso che l’autrice e attivista ha tenuto nel 2012 alla TEDXEuston Conference. In Italia è arrivato grazie a Einaudi, che lo ha pubblicato nella collana delle Vele. Dovremmo essere tutti femministi è di un testo semplice, breve, incisivo. Prendendo spesso spunto da esperienze vissute in prima persona, Adichie ci offre una panoramica generale di quali sono le principali problematiche, gli stereotipi più diffusi, le battaglie più importanti da combattere -pubblicamente e privatamente- per cercare di cambiare lo status quo. La generalità delle questioni affrontante in questo caso particolare è un punto a favore per chi legge, perché in molte si possono immedesimare in ciò che la scrittrice ha da dirci.

Quello che mi colpisce è quanto sia importante per queste donne sapere di “piacere”. Sono cresciute sentendosi dire che “piacere” è molto importante e che questo essere “piacevoli” è una cosa ben precisa. E questa cosa non prevede la possibilità di esprimere rabbia o di essere aggressive o di dissentire con troppa forza.

Si parla quindi di rabbia, di cultura dello stupro, di denaro. Di maternità voluta o non voluta, di donne di casa e di sguardo maschile interiorizzato. E questo viene fatto non dall’alto di studi specialistici riguardo alle problematiche, ma dal basso dell’esperienza quotidiana. Adichie conosce donne spaventate dalla loro stessa ricchezza, poiché ciò le rende meno appetibili dal punto di vista relazionale e sociale allo sguardo maschile. Done stuprate e costrette a giustificarsi per il fatto di essere state vittima di abuso, per il solito vecchio adagio del “se l’è cercata”.

Qualche tempo fa una giovane è stata vittima di uno stupro di gruppo in un’università nigeriana, e la reazione di molti suoi coetanei, sia maschi che femmine, è stata più o meno questa: sì, lo stupro è una cosa sbagliata, ma cosa ci faceva una ragazza in una stanza da sola con quattro ragazzi?

Ciò di cui parla l’autrice è incredibilmente vicino alla quotidianità di tutte e tutti noi. Aggiungo purtroppo, perché non dovrebbe essere normale annuire con le sopracciglia corrugate ad ogni situazione che viene descritta all’interno del libro.  Io stessa mi sono rivista in molti dei comportamenti che popolano questo piccolo pamphlet; e se non io in prima persona, conosco donne che nascondono il loro benessere economico, la loro intelligenza, la loro aggressività per non intimorire gli uomini. Per non spaventare, per non allontanare.

Dovremmo essere tutti femministi in definitiva mi sembra un ottimo punto di partenza per iniziare a riflettere, e per entrare nel grande mondo degli studi di genere.

12 consigli letterari per 12 mesi dell'anno

 

 

Ale

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