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Luna nera

Non chiederti se sei una strega, chiediti solo chi sei. 

Adelaide è una ragazza di appena sedici anni che si trova in una posizione durissima  ma purtroppo molto comune nel suo tempo: è accusata di essere una strega. La bambina che ha fatto nascere è morta poche ore dopo il parto della madre, e tanto è bastato alla famiglia di lei per accusare la giovane di stregoneria. Ade si ritroverà così nella necessità di scappare letteralmente dal luogo nel quale ha sempre abitato -portando con sé anche l’eccentrico fratellino Valente- per evitare il linciaggio.

Questo è l’inizio dell’incredibile storia di Ade, protagonista de La Luna Nera, primo libro della trilogia di Tiziana Triana (direttrice editoriale di Fandango libri, il romanzo è il suo esordio da scrittrice).  Sono tanti gli aspetti di questo libro di cui sarebbe molto interessante parlare, perché Luna nera non è solo un romanzo di formazione, di rivalsa, d’amore e d’amicizia -e in ogni caso non ci sarebbe niente di male-. È un insieme, un’amalgama efficace e appassionante di elementi che permette al romanzo di Triana di emergere dalla narrativa dell’ultimo periodo.

La religione (è) degli uomini.

Una delle protagoniste di questa storia è la religione cattolica, per essere precise il cattolicesimo opprimente e barocco della Controriforma. È in questo orizzonte spaventato e dogmatico che si muovono le personaggie (omaggio a Michela Murgia) e i personaggi di questo romanzo. È la religione che da la forma al mondo.

Donne che sanno come utilizzare le erbe, che mettono a disposizione il loro sapere e le loro competenze per aiutare le giovani con il parto, per aggiustare le ossa, cauterizzare le ferite, guarire da malattie più o meno gravi. Offrono, in poche parole, un servizio alla comunità. Ed è questo un altro aspetto importante e che emerge con grande chiarezza man mano che la lettura del romanzo procede. La comunità ha il potere completo sulla vita delle donne, di tutte le donne perché può decidere di accusarle di stregoneria in qualsiasi momento.

Io sono una strega?

Nel romanzo  viene sottolineata più volte  l’impossibilità o comunque l’enorme difficoltà per le donne di autodeterminarsi, di decidere per loro stesse, di capire in maniera autonoma come esistere nel mondo. Sono madri o puttane o suore o streghe e questo lo decidono gli uomini, i preti, i giudici. E quando anche non sono loro, lo decide la comunità, che a queste donne non concede scampo. Essere accusata di essere una strega è un arma con la quale colpire con sicurezza.

Io sono una strega!

Ed è qui che entrano in gioco Tebe e le altre. Le Città Perdute rendono l’accusa un onore, una consapevolezza della quale essere orgogliose, è proprio grazie al suo essere strega che Ade viene ritenuta degna di attenzione da Tebe. Ed è quindi insieme alle Città Perdute che Ade e Valente iniziano una nuova vita non meno difficile ma certamente più protetta dalle minacce del mondo esterno. Ma questa situazione di calma, questo nuovo equilibrio raggiunto durerà?

Luna Nera sarà anche una serie tv!

Prendendo spunto dal romanzo uscirà infatti su Netflix (gennaio 2020), con una produzione tutta italiana e femminile, il trailer qui: https://www.youtube.com/watch?v=hlvnM8tiGP0&ab_channel=NetflixItalia

Ale

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